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Martedì 22 aprile 2008 - ore 21.15

Torino settecentesca

Torino, 2000 anni - Ciclo Primavera 2008 

giovedì Cosa significa parlare di una città collocata nel passato e vista nell’arco di un secolo, affrontando tempi e spazi in trasformazione? Come si può catturare, se esiste, l’identità peculiare di un luogo, come Torino, per il quale nutriamo sentimenti che ci coinvolgono direttamente?
A queste domande cercherò di rispondere cominciando da una veduta d’insieme, come se fossimo dall’alto di una torre e sotto di noi vedessimo la città scorrere rapidamente per i cent’anni del XVIII secolo.
Restringeremo quindi la prospettiva osservando le strade, le piazze, i lavori, le feste, la reggia, le devozioni religiose, fermando il tempo in alcuni anni decisivi: all’inizio del secolo, dopo l’assedio del 1706; negli anni dei grandi lavori voluti da Vittorio Amedeo II e progettati da Filippo Juvarra, per attrezzare Torino da capitale; e infine nella Torino di fine Settecento, quando arrivano le idee e le armi della rivoluzione francese.
Proveremo ad entrare in città con lo sguardo e il passo di uno straniero, che, arrivando dalla campagna, s’addentra nel cuore dello spazio urbano e visita chiese, ammira i palazzi e la reggia, si allontana dagli angoli pericolosi, è richiamato nei posti affollati e pieni di vita. Proveremo infine a considerare la Torino nel Settecento con le lenti di un osservatore sociale, per capire i suoi ceti dirigenti, mostrare i lavori e i commerci, passando tra le botteghe e gli opifici, i mercati, le osterie, le piazze bancarie.

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