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Sindone: un mistero ancora da svelare

giovedì

Gli scienziati hanno stabilito con certezza che:
l’immagine ha caratteristiche simili a quelle di un negativo fotografico;
l’immagine è stata prodotta, attraverso un procedimento naturale, dal cadavere di un essere umano che ha subìto numerose torture tra le quali i supplizi della flagellazione e della crocifissione i cui segni sono visibili su di essa in modo anatomicamente perfetto;
sulla Sindone sono presenti numerose macchie di sangue umano di gruppo AB prodotte da ferite di origine traumatica;
non si tratta di un dipinto, né di un’opera realizzata mediante tecniche riproduttive conosciute;
i pollini ritrovati sulla Sindone consentono di ritenere molto probabile un suo soggiorno in Palestina e in Anatolia prima del XIV secolo;
l’immagine possiede peculiari caratteristiche tridimensionali;
sulle impronte degli occhi sono visibili segni caratteristici (invisibili ad occhio nudo) che possono essere interpretati come tracce lasciate da antiche monete romane coniate nella prima metà del primo secolo d.C.;
esiste una stretta correlazione (confermata con l’ausilio del computer) tra il volto dell’uomo della Sindone e l’iconografia del volto di Gesù del primo millennio;
sul retro della Sindone è assente l’immagine corporea, mentre sono ben visibili le macchie di sangue.
Gli scienziati sono incerti:
sull’età del lino: gli studi teorici e sperimentali successivi alla datazione medievale (1260-1390 d.C.) stabilita dagli esami effettuati nel 1988 con il metodo del C14 consentono di ritenere molto probabili contaminazioni tessili, ambientali, biologiche e chimiche che possono aver modificato considerevolmente il risultato della datazione, “ringiovanendo” il telo.
Gli scienziati non sono riusciti ancora a capire:
come si sia formata l'immagine corporea sul lenzuolo: tutti gli esperimenti fatti fino a oggi per riprodurla hanno dato risultati assolutamente insoddisfacenti e molte caratteristiche appaiono per il momento irriproducibili.

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