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RODOLFO VALENTINO. LA SEDUZIONE DEL MITO. Cinema, Cultura, Società tra Italia e USA negli anni Venti

giovedì


Primo grande divo della storia del cinema, Rodolfo Valentino muore a soli trentun anni il 23 agosto 1926. Da quel momento, la sua figura leggendaria diventa oggetto di studi e biografie, di film ed evocazioni letterarie, di riletture musicali e teatrali. La sua personalità, tuttavia, resta ancora oggi circondata da un alone di mistero. 
Chi era veramente Valentino? Durante la sua rapida e incredibile carriera e nel periodo immediatamente successivo alla sua scomparsa, giornalisti più o meno pettegoli, biografi spregiudicati, opinionisti, polemisti ecc. cercarono di rispondere a questa domanda, proponendo spesso definizioni parziali e contraddittorie del giovane divo: un attore di talento o solo un individuo molto bello, un pessimo italiano o un sincero patriota, un disinvolto seduttore o un gentiluomo sfortunato in amore, un “piumino da cipria” o un uomo virile... 
Questi tentativi di risposta coinvolgono anche l’Italia, dove dai primi anni Venti e per almeno un decennio, si alimenta intorno a Valentino una crescente attenzione della stampa e una fitta produzione editoriale.

Grazie alla felice collaborazione tra l’Università di Torino e il Museo Nazionale del Cinema, custode di un’eccezionale collezione valentiniana, ritornano qui visibili oltre duecento documenti d’epoca in lingua italiana: scritti attribuiti a Valentino, false autobiografie, affettuosi ricordi di amici e parenti, appassionate lettere d’amore di ammiratrici, brani teatrali, cronache e racconti, aneddoti e recensioni di film, elogi e invettive, poesie e canzoni, contributi di intellettuali noti e meno noti (da Paolo Buzzi a Cesare Zavattini, da Anton Giulio Bragaglia a Matilde Serao).
Un viaggio di imprevedibile ricchezza e singolarità dentro uno dei miti più seducenti del ventesimo secolo.

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