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Margherita Sarfatti: un'icona femminile del novecento italiano

Martedì 17 novembre, sempre alle 21. Rachele Ferrario, storica e critica di arte contemporanea, insieme ad Aldo Cazzullo, scrittore e giornalista, ci parleranno di “Margherita Sarfatti: un’icona del novecento italiano”. “La missione delle donne è una sola: quella di far figli, molti figli, per dare soldati alla Patria”; “la maternità sta alla guerra come la guerra sta all’uomo”; “la Patria si serve anche spazzando la propria casa”. Durante il Ventennio, questi e altri moniti del medesimo tenore erano facilmente visibili sui muri delle città, sulle facciate delle case e persino sulle copertine dei quaderni. Il messaggio era chiaro: la politica, la guerra e le mansioni di rilievo ai “virili uomini fascisti”; il focolare alle donne. Tuttavia, nonostante questo acceso e ostentato maschilismo, anche il regime mussoliniano ebbe la sua suffragetta: si chiamava Margherita Sarfatti. Con tutta probabilità il personaggio femminile di maggior rilievo del fascismo italiano, questa elegantissima signora milanese conobbe Mussolini nel suo salotto di corso Venezia, dove era solita ospitare i migliori intellettuali, pittori e scultori italiani del primo dopoguerra. All’anagrafe Margherita Grassini, era nata nel 1880 da una ricchissima famiglia d’origine ebraica, assumendo il cognome Sarfatti dopo le nozze con l’avvocato e militante socialista Cesare Sarfatti. Scrittrice e giornalista, Margherita Sarfatti è stata anche il primo critico d'arte donna in Europa: fonda il gruppo del Novecento, progetta mostre, frequenta gli atelier degli artisti, discute le opere con loro o le compra per sé. La sua influenza sulla cultura e sull'arte italiane sono incomparabili. La Sarfatti non fu soltanto – per molti anni – l’amante del Duce, la sua confidente, la sua maestra di bon ton, l’arredatrice della sua prima casa romana. Fu anche il suo agente letterario per la stampa anglosassone. I tempi non erano ancora maturi per un incarico governativo ma, nell’Italia fascista – sino alla fine degli anni Venti – Margherita Sarfatti svolse un ruolo da vero e proprio “ministro delle Arti”.

Interviene alla serata GIANLUIGI GABETTI

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Sala Giovanni Agnelli

Sala conferenze con una capienza complessiva di 428 posti

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